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Provincia di Agrigento
  Popolazione Residente: 448.053
Capoluogo di Provincia: Agrigento
Numero Comuni: 43
Monumenti Principali: Valle dei Templi
Manifestazioni culturali:"Mandorlo in fiore" che ha luogo nel mese di Febbraio nei pressi del Tempio della Concordia all'interno della Valle dei templi.
 
 
Le informazioni turistiche di questa provincia non sono ancora disponibili
 
 
1) Cenni storici su Agrigento.

Akragas, (Agrigentum per i romani), fu fondata nel 580 a.C. dai Rodii coloni provenienti dalla città di Gela.

La presenza di terreni fertili e la prossimità delle colline dell’Acropoli e della Rupe Atenea influenzò molto la crescita della città, la quale crebbe rapidamente e estese la sua influenza sui territori circostanti.

Con Terone (488-473), l’influenza di Agrigento si estese a tutta la costa tirrenica sino ad arrivare ad Imera. Fu proprio ad Imera che Terone alleatosi a Gelone di Siracusa sconfisse nel 470 a.C.. l’esercito Cartaginese. Morto Terone gli successe il figlio Trasideo, ma il suo governo durò poco, infatti dopo solo due anni fu allontanato dalla città dove si instaurò una forma di governo democratica.

Dunque, fino ai primi anni del 400 a.C.,circa 60 anni, la città conobbe un lungo periodo di pace e benessere durante il quale si dedico allo sfruttamento delle innumerevoli risorse presenti nel territorio infatti, in occasione della guerra tra Atene e Siracusa, 415, rimase neutrale e si dedico allo sviluppo del commercio. Infine, la magnificenza raggiunta da Agrigento durante la dominazione greca è riportata dalla presenza di diversi resti presenti nella Valle dei Templi e nel Museo Archeologico.

 
La Valle dei Templi  
  - Altare Sacrificale  
  - Tempio di Zeus Olimpico  
  - Tempio di Castore e Polluce o dei Di oscuri  
  - Tempio di Efesto (Vulcano)  
  - Tempio di Eracle (Ercole)  
  - Necropoli paleocristiana  
  - Il Tempio della concordia  
  - Antiquarium di Agrigento Paleocristiana (Casa Pace)  
  - Antiquarium Iconografico della Collina dei Templi (Casa Barbadoro)  
  - Tempio di Hera Lacinia (Giunone)  
  - Tomba di Terone  
  - Tempio di Ascepio (Esculapio)  
  - Quartiere ellenistico-romano  
  - Ipogeo Giacatello  
  - Chiesa di San Nicola  
  - Santuario rupestre di Demetra  
 
Isole Pelagie  
 
Economia  
 
Orari Autobus  
Akragas fu invasa nel 406 dai cartaginesi senza opporre quasi resistenza a causa dell’interesse da parte della cittadinanza più ai piaceri della vita e alle arti che alla pratica della armi. Nel 339 venne saccheggiata e incendiata dall’esercito di Annibale e Imilcone. La città di Akragas si alleò a Cartagine grazie a Timoleonte di Siracusa che la fece risorgere e la riportò agli splendori di un tempo tanto da essere considerato il nuovo fondatore della città. Una nuova fase storica viene conosciuta dalla città durante il dominio romano e successivamente arabo. La città fu conquistata dai romani una prima volta nel 262 a.C. i quali la persero a favore dei cartaginesi nel 255 a.C. e la riconquistarono definitivamente nel 210 a.C. ribattezzandola con il nome di Agrigentum.Durante tale dominio la città conobbe fasi economiche alterne, grazie all’importanza del centro come emporio marittimo.

Nei secoli è stata successivi Agrigento conosce la stessa sorte delle altre città siciliane, infatti viene dominata dai Bizantini durante una fase di grave decadimento dai Saraceni nel 828 che le mutarono il nome in Girgenti ma le diedero nuova linfa. Infine nel 1087 i Normanni si impadronirono della città fino all’impresa dei Mille di Garibaldi nel 1860, infatti in tale periodo si susseguirono gli Svevi, gli Angioini e i Borboni a quest’ultimi la città insorse e partecipò attivamente alle guerre di indipendenza per l’unificazione dell’Italia. Agrigento è la città natale del famoso filosofo Empedocle (V sec. a.C.) e dello scrittore ed autore di drammi Luigi Pirandello. La città, favorita anche da un clima molto mite anche nei mesi invernali, è tra le mete turistiche più ambite della Sicilia, polo archeologico, architettonico ed artistico di carattere internazionale.

Infine, come non ricordare il favoloso e caratteristico paesaggio caratterizzato in inverno dalla fioritura del mandorlo che costituisce lo spunto per la Sagra del Mandorlo in Fiore, durante la quale si possono ammirare i costumi e le espressioni folcloristiche locali. Tra le altre manifestazioni, che si aggiungano a quelle di carattere religioso, spiccano in estate le celebrazioni dedicate allo scrittore Luigi Pirandello. Tra gli acquisti più caratteristici consigliamo il gargamarruni il caratteristico strumento musicale a bocca siciliano (Marranzano).



2) La Valle dei Templi      [torna su]

In un lembo di terra, nella parte sud di Agrigento,in modo improprio chiamato valle, durante il V sec. a.C. furono eretti diversi templi che testimoniano l’importanza raggiunta dalla città in tale periodo storico. I templi furono restaurati dai romani nel І sec. a.C. rispettandone l’originale stile dorico dopo che, nel 406 a.C. furono incendiati dai Cartaginesi. Il crollo dei templi è da imputare all’azione distruttrice degli eventi sismici e dall’editto di Teodosio, Imperatore d’Oriente, che avallo l’opera distruttiva dei cristiani. Solamente il Tempio della Concordia, trasformato in chiesa nel VІ sec., è rimasto integro in tutto il suo splendore. Per tutto il Medioevo i nuovi edifici venivano costruiti utilizzando materiale di costruzione saccheggiato. A testimoniare ciò è il caso del Tempio di Zeus Olimpico detto anche Cava dei Giganti che fornisci materiale per la Chiesa di San Nicola e per il braccio di Porto Empedocle risalente al XVІІІ sec.

Nel pieno rispetto del criterio classico (greco e romano), il quale indicava che l’entrata della cella contenente la statua della divinità fosse illuminata dai raggi del sole nascente considerato fonte e principio di vita, tutti i templi sono orientati verso est. I templi sono esastili, cioè hanno sei colonne per lato, tranne quello di Zeus Olimpio che era formato da sette semicolonne incassate in un muro che chiudeva l’edificio. Inoltre, tutti i templi sono costruiti con tufo calcareo e offrono un paesaggio molto suggestivo all’alba e in particolar modo al tramonto. Infine, il nome dei templi è in greco, tra parentesi viene indicato il nome della divinità in latino, nel caso sia differente.

E opportuno iniziare il tour dall’area archeologica del Tempio di Zeus, visto che osserva orari di apertura al pubblico più restrittivi.  

2.1) Altare sacrificale     [torna su]

In prossimità dell’ingresso, a destra, si possono ammirare le rovine di un enorme altare destinato nell’antichità ai sacrifici più importanti. Si pensi che potevano essere sacrificati fino a 100 buoi contemporaneamente, inoltre il termine ecatombe oggi utilizzato per indicare una strage, letteralmente vuol dire uccisione di centro e deriva da hecaton e buoi da bous. 

2.2) Tempio di Zeus Olimpico     [torna su]

Tra i più colossali templi dell’architettura greca, oggi si presenta completamente rovinato al suolo. La sua costruzione risale intorno al 480  a.C. per ringraziare Zeus della vittoria ottenuta da Agrigento alleata a Siracusa su Cartagine ad Himera. Come detto precedentemente, il tempio era uno dei più grandi dell’antichità; infatti, era lungo 113 m e alto 56m e inoltre si suppone che non sia mai stato terminato.

La sua struttura era formata dalla trabeazione che era sostenuta da semicolonne alte 20 m le quali, con molta probabilità, erano alternate dai telamoni, delle statue colossali, di cui se ne può ammirare la bellezza  al Museo Archeologico Regionale. Invece di essere circondato da un colonnato aperto, era circondato da un paramento in modo da chiudere gli spazi tra le colonne le quali internamente diventavano squadrate.

Da notare, come alcuni dei blocchi presentano i segni per il sollevamento. Si tratta di profonde incisioni a forma di U dove venivano fatte scorrere delle funi collegate ad una specie di gru che permetteva di sollevare e inserire le varie parti delle colonne.

2.3) Tempio di Castore e Polluce o dei Di oscuri     [torna su]

Il tempio è stato eretto in onere dei due gemelli figli di Zeus, tramutato in cigno, e Leda. Costruito alla fine del V sec. a.C. sull’aria degli edifici destinati al culto di Demetra e di Persefone in stile dorico è il simbolo di Agrigento, purtroppo del tempio rimane ben poco, quattro colonne e parte della trabeazione di chiare impronta ellenistico-romana  rialzate nel XIX sec. (dallo scultore V. Villareale e dall’architetto S. Cavallari) da come si può notare dalla figura accanto.

Subito dopo sulla destra, si notano dei resti, probabilmente di un santuario in onere delle divinità ctonie cioè della regina degli inferi, Infernal Persefone, e della madre Demetra dea della fertilità. Si può distinguere con molta facilità un altare quadrato, destinato all’offerta sacrificale di porcellini, e uno di forma circolare dove al centro è posizionato un pozzetto sacro.

Con molta probabilità in questo ultimo altare veniva compiuto da parte delle donne sposate il rito di Tesmoforie, per onorare Demetra.


2.4) Tempio di Efesto (Vulcano)     [torna su]

Della linea immaginaria che collega tutti i templi questo è l’ultimo. Purtroppo non rimane gran che. La leggenda narra che sotto l’Etna ci fosse un’officina del dio del fuoco dove costruiva, aiutato dai ciclopi, i fulmini di Zeus.

2.5) Tempio di Eracle (Ercole)     [torna su]

L’eleganza di questo tempio si percepisce attraverso i resti di 8 colonne, su un totale di 44, allineate, rastremate e rialzate nei primi decenni del XX sec.

Eretto verso la fine del VI sec. a.C. vicino la Porta Aurea l’ingresso principale dell’antica Akragas presenta uno stile dorico arcaico. Il tempio è il più antico della serie e secondo per dimensione,tra i templi di Agrigento, soltanto al Tempio di Giove, come tutti i templi greci siciliani è stato costruito in calcare è rivestito in policromo e si caratterizza per la particolarità della pianta che comprende tre gradoni che delimitano la piattaforma rettangolare.

L’Herakleion in origine era un periptero a sei colonne, la cornice, all’origine fittile, venne in seguito sostituita con una pietra decorata con teste di leone e fu notevolmente ripristinata durante la dominazione romana. Eretto per il culto del mitico figlio di Giove custodiva una statua dell’eroe in bronzo.

Guardando a sud, si può ammirare la tomba di Terone (sempre di epoca romana I sec. a.C. e vicino alla porta Aurea) invece, volgendo lo sguardo a sinistra si possono osservare dei profondi solchi presubilmente, i segni lasciati dalle ruote dei carri marcati dalla forza erosiva dell’acqua.

Successivamente a destra si intravede la Villa Aurea, la residenza di Sir Alexander Hardcastle famoso mecenate appassionato di archeologia che finanzio le opere di costruzione per il rialzamento delle colonne del tempio di Eracle.

"2.6) Necropoli paleocristiana     [torna su]

Proseguendo per la via indicata sopra si trova la Necropoli paleocristiana, sotto il livello della strada è completamente scavata nella roccia poco distante dalle mura della città.

La particolarità della necropoli è dovuta ai diversi tipi di sepoltura presenti, infatti, è presente quella a loculo e quella ad arcosolio, cioè vani sormontati da una nicchia ad arco, questo tipo di sepoltura e generalmente presente nelle catacombe.

Infine, altri resti di sepolture si possono osservare sul lato destro della strada che porta al Tempio della Concordia.     

2.7) Il Tempio della concordia     [torna su]

Si passa per la Villa Aurea (direzione scavi)  vicino la necropoli romana di Giambertoni (II SEC. a.C.-IV sec. d.C.), la necropoli bizantina e le catacombe dette grotta di Fragapane (IV sec. d.C.).

Il tempio risulta essere  il più armonioso e perfetto di tutta la Sicilia e della Magna Grecia la sua perfetta conservazione nel tempo permette di apprezzare fino in fondo la sua eleganza e imponenza.

Eretto intorno il 430 a.C. preserva ancora il suo aspetto originario, si suppone che sia stato eretto per onorare i Discuri, i mitici gemelli figli di Zeus e precisamente Castore e Polluce.

Il nome attuale del tempio deriva dal ritrovamento, che però non ha niente a che vedere con la struttura, di una iscrizione latina nelle vicinanze dell’edificio.

Infine, la conservazione del tempio è dovuta, con molta probabilità, alla trasformazione della cella in una chiesa cristiana nel VІ sec. d.C. (della quale si possono ancora intravedere le arcate praticate nell’originario muro della cella del tempio classico situate all’interno del colonnato) fino alla meta del XVІІІ sec. quando gli fu conferito il suo aspetto originario.

Il tempio è costruito con la tecnica della “correzione ottica”: le colonne sono rastremate, cioè si assottigliano verso l’estremità superiore per sembrare più alte, ma presentano anche l’entasi, un rigonfiamento a circa 2/3 di altezza per eliminare l’effetto ottico di assottigliamento e inoltre sono inclinate verso il centro del lato frontale.

Questo ultimo accorgimento permette all’osservatore che si trova ad una certa distanza di percepire una immagine perfettamente diritta. Per quanto riguarda il fregio, questo presenta l’alternanza classica dei triglifi e metope non ornate da bassorilievi; infine, neanche il frontone presenta decorazioni. 

2.8) Antiquarium di Agrigento Paleocristiana (Casa Pace)      [torna su]

Risulta essere molto interessante la visita all’Antiquarium che ripercorre parte della vita della città mediante alcuni reperti e pannelli esplicativi. In particolare viene illustrata la storia della trasformazione del Tempio della Concordia in basilica.

2.9) Antiquarium Iconografico della Collina dei Templi (Casa Barbadoro)     [torna su]

In un bel caseggiato rustico e ristrutturato sono mostrate disegni, incisioni e immagini lasciate dai viaggiatori e studiosi del passato.

2.10) Tempio di Hera Lacinia (Giunone)     [torna su]

All’estremità della collina, a 120m di altitudine, è collocato il Tempio di Hera la dea del matrimonio e del parto.

Anteriore di qualche anno al Tempio della Concordia ha con questo molte analogie architettoniche, infine, Lacinia deriva da un’impropria associazione con il santuario sul Promontorio Lacinio nei pressi di Crotone. Il tempio mostra ancora il colonnato, non in perfette condizioni, parzialmente ristrutturato nel ‘900.

Entrando nel tempio si possono osservare sia le colonne del pronao e dell’opistodomo sia il muro incendiato dai cartaginesi  nel 406 a.C. Anche sulle pareti della cella si possono notare tracce di bruciato.

Infine, da segnalare come ad oriente si può osservare l’altare del tempio ed alle spalle una cisterna; all’uscita della città troviamo la Tomba di Terone e il tempio di Ascepio.


2.11) Tomba di Terone     [torna su]

Il monumento anche se in un primo tempo era considerato il sepolcro del tiranno in realtà risale alla dominazione romana ed eretto in onere dei soldati caduti durante la seconda guerra punica.

Si può osservare anche dalla strada che porta a Caltagirone, si presenta alla vista in tufo e in forma leggermente piramidale, probabilmente in origine si presentava con un tetto a punta, il basamento è molto alto e sostiene un secondo ordine ornato di finte porte che agli spigoli vengono sostituite da colonne in stile ionico.



2.12) Tempio di Ascepio (Esculapio)     [torna su]

Subito dopo la Tomba di Terone, proseguendo per la strada di Caltanissetta sulla destra si trova un pannello indicatore poco visibile che indica appunto i resti del Tempio di Ascepio risalente al V sec. a.C. Dedicato ad Ascepio figlio di Apollo e dio della medicina, sembra che nel tempio vi fosse una stupenda statua di Apollo realizzata da Mirone.

2.13) Quartiere ellenistico-romano     [torna su]

Un insediamento urbanistico risalente IV-III sec. a.C. le cui strutturazioni più recenti risalgono al IV-V sec. Dai quattro cardini principali si può intuire l’antico assetto viario sul quale si affacciano diverse strutture (abitazioni, botteghe,ecc.).

Attraverso i resti delle decorazioni pavimentali e di pareti che ospitano diverse pitture si può immaginare il fasto raggiunto dalla città nel passato. Dallo stile delle decorazioni si intuisce il periodo storico, il quale risulta essere compreso tra il I e il III sec. d.C. cioè tra il periodo repubblicano e imperiale. Tutta l’aria è dotata del sistema fognario ed opere idrauliche.

Dai resti emergono tre isolati ed alcune abitazioni quali la Casa delle Afroditi, la Casa del Mosaico a rombi, la Casa di Peristilio (sfarzosa dimora con strutture termali)la Casa della Gazzella (il nome deriva dall’animale raffigurato nei mosaici pavimentali, attualmente esposto al museo), la Casa del Maestro astrattista (piena di decori musivi) e la Casa del Portico.


2.13) Ipogeo Giacatello     [torna su]

Si raggiunge attraverso una strabella che parte dal Museo Archeologico e costeggia l’omonimo torrente. Probabilmente era una riserva d’acqua infatti, si presenta come un vasto ambiente sotterraneo di forma quadrata aperta da lucernari e rivestita in cocciopesto.

2.14)Chiesa di San Nicola     [torna su]

L’edificio venne costruito dai Cistercensi dove erano state edificate altre strutture d’epoca greco-romana, dove si stabilirono comunità monastiche e dove venne costruita una prima chiesa normanna in onere del Santo.

La struttura si presenta con un portale nella facciata principale con una impronta romano-gotica, all’interno, a navata unica, si può osservare un sarcofago greco che rappresenta il mito di Fedra. Si presume di opera romana e risalente tra il II e il III sec. d.C. già custodito nell’Aula Capitolare della Cattedrale. Si può notare la parte absidale, contraddistinta da piccoli archi di origini romana e sovrastata da una possente volta ogivale in pietra.

Nelle vicinanze, si può ammirare, vicino a delle rovine di un teatro ricavato nella roccia, l’Oratorio di Falaride che si leva su un podio in una struttura templare con una piccola esedra.


2.15) Santuario rupestre di Demetra     [torna su]

Questa struttura, interamente scavata nella roccia, risale al VII sec. a.C., è anteriore dominazione greca e sovrasta da una zona ricca di fortificazioni di opera greca sotto le quali è l’antica Porta di Gela, il luogo dove furono rinvenuti diversi resti per il culto delle Divinità Ctonie.

A monte del santuario si trova l’omonimo Tempio di stile dorico risalente al V sec. a.C. che nel periodo medievale venne adibito per il culto di San Biagio.


3) Isole Pelagie

3.1) Isola di Lampedusa

Questa Isola è la più grande delle Isole Pelagie ed inoltre è l'Isola italiana più vicina alla costa nordafricana. La sua altitudine maggiore raggiunge i 133 m, anche se si può ammirare un magnifico paesaggio incontaminato l'isola è stata abitata fin dalla preistoria come testimoniano i ritrovamenti di numerosi reperti dell'età del bronzo e dalle costruzioni megalitiche. Conosciuta dai romani fu oggetto di scontro tra Arabi e Bizzantini. rimasta per lungo tempo senzaabitatori stabili, venne insedianta nuovamente durante il regno di Ferdinando II. Durante la seconda guerra mondiale è stata al centro di manovre militari alleate infine, negli anni '80 è stata sfiorata da missili libici nel corso di una grave crisi politica internazionale. Lampedusa sorge al centro di una rada ed è il centro abitato più grande. Le coste dell'isola strapiombono sul mare e la vegetazione è la tipica macchia mediterranea, il clima è molto favorevole all'agricoltura ma questa non è molto fiorente a causa di gravi carenze idriche. Quindi la popolazione si è specializzata nella pesca, in particolare quella delle spugne.

3.2) Isola di Linosa

Questa è la prima delle isole che si incontrano attraversando il Canale di Sicilia e insieme a Lampedusa ed a Lampione, uno scoglio desertico, forma l'arcipelago delle Pelagie. L'Isola nell'antichità era nota con il nome di Aetusa (Algusa) ed è di origini vulcaniche, la sua parte più alta è il Monte vulcano e raggiunge i 195 m di altezza. L'unico centro abitato degno di nota è Linosa i cui abitanti praticano prevalentemente agricoltura e pesca.


4) Economia     [torna su]

La tradizione vinicola provinciale ha delle origini storiche davvero antiche che risalgono all'insediamento delle prime colonie greche nella zona ed oggi la provincia e' al secondo posto per tale produzione.

Principale produzione vinicola locale riguarda la lavorazione dell'uva da vino Inzolia ed anche la realizzazione di buoni vini spumati, tra i quali ricordiamo uno dei piu' pregiati, il Grecanico Sei Corone Brut.

Tra le altre produzioni vinicole locali ricordiamo il Marsala, il Bianco d'Alcamo, il Passito di Pantelleria.

Ulteriore settore economico veramente redditizio, grazie soprattutto alla bellezza e alla varieta' culturale presente in tutta la provincia agrigentina, e' quello turistico.

Da ricordare, infine, anche i centri marittimi previsti nella provincia, meritatamente propulsori del turismo locale.


5) Orari Autobus     [torna su]

In questa pagina troverete tutti i link delle autolinee che operano nella provincia di Agrigento, e che offrono un servizio di pubblicazione dei propri orari via web.

Linea Urbana tel. 0922.412024
Baltour Ciarrocchi tel. 085.691990
F.lli Lattuca autolinee (aragona - agrigento) tel.0922 36125/36398
Lumia tel. 0922.20414
Lupo tel. 199-127762
Patti tel. 0922.415278 (servizio urbano favara)
Panepintobus tel. 0922.901788
Sais Autolinee tel. 0935.524111
Sais Trasporti tel.091.6171141
Tua tel. 0922.412024

 
 
 
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