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Provincia di Palermo |
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Popolazione Residente: 1.235.923
Capoluogo di Provincia: Palermo
Numero Comuni: 82
Monumenti importanti: la Cattedrale, la Chiesa della Martorana, i suoi Palazzi come quello dei Normanni e della Zisa, il rinomato centro storico.
Piatti tipici: i gelati, la pasta con le sarde, le panelle, la caponata di sole melanzane, la sfince ed il torrone di mandorle. |
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1) Cenni Storici su Palermo
Il capoluogo isolano comprende ottandadue comuni che contribuiscono in maniera decisiva ad accrescere l'importanza storica, culturale, sociale e naturalistica di questa importante zona siciliana.
Il capoluogo della Regione a statuto speciale e' meritatamente ricordato
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per la bellezza dei suoi monumenti come la sua imponente Cattedrale, la Chiesa della Martorana ed i suoi Palazzi come quelle dei Normanni e della Zisa, per il suo rinomato centro storico, per la sua notevole importanza storica, per gli eventi sacri che essa offre, come i festeggiamenti riguardanti la Santa patrona cittadina, S. Rosalia, e per quelli mondani e sociali - questi ultimi degnamente rappresentati, ad esempio, dal rinomato Teatro dei Pupi -.
La citta' di Palermo sa offrire anche degli spunti folcloristici notevoli che fanno assaporare fino in fondo la vita reale. Si sta parlando dei famosi mercati palermitani come la Vucciria, colorate esemplificazioni della vita economica locale.
Ricordiamo anche un Museo particolare che rientra nel complesso cittadino dei beni culturali ma che e' qui citato perche' ha un chiaro sapore folcloristico. Si sta parlando del palermitano Museo delle Marionette, un museo internazionale fondato circa trenta anni fa, agli inizi del 1970, dal chiaro sapore della conservazione di una tradizione che rispecchia totalmente tutta l'isola. Il Museo va ricordato come un'attivita' viva legata al teatro di figura e raccoglitore di un'esperienza lavorativa e rappresentativa piu' che decennale. Esso, inoltre, va ricordato come una possibilita' d'apprendere un'arte ed una tradizione dal fascino antico ma sempre attuale nel segno della conservazione delle tradizioni antiche che vanno sempre valorizzate e tramandate ai posteri.
La citta' e tutto il comprensorio provinciale possono davvero offrire molto al turista, a partire dal bagaglio storico-culturale, da innumerevoli monumenti e varie Chiese, alcune delle quali precedentemente inaccessibili ed ora riaperte al pubblico.
L>a citta' ha saputo rinascere dopo eventi nefasti come i bombardamenti verificatesi durante la Seconda Guerra Mondiale ed il terremoto del 1968.
L>a cucina palermitana non e' ricordata solo per la bonta' dei gelati, della pasta con le sarde e le panelle - una sorta di pane preparato utilizzando la farina di ceci -, ma anche e soprattutto perche' conta dalla sua parte secoli di storia che hanno contribuito a valorizzare ed arricchire anche questo aspetto locale.
Tra le altre specialita' culinarie locali ricordiamo quelli saporiti a base di pesce, il largo utilizzo delle verdure e degli ortaggi che permette di creare pietanze gustose come la caponata di sole melanzane.
Ricordiamo, infine, due tipici dolci locali legati alla festa religiosa effettuata in onore di San Giuseppe, cioe' la sfince ed il torrone di mandorle.
La storia palermitana e' veramente molto ricca ed inizia con la fondazione effettuata dai Fenici per poi continuare con la dominazione romana, con quella saracena che ne determina il fiorente sviluppo e quella araba che ne aumento' notevolmente l'importanza tanto da divenire la capitale dell'Emirato di Sicilia.
Durante quest'ultimo periodo la pololazione locale ebbe un notevolissimo sviluppo; la tradizione araba e' ancor oggi visibile in alcuni retaggi toponomastici, in alcune reminescenze urbanistiche islamiche e nella viabilita'.
La storia palermitana sembra avere un corso diverso soprattutto con la dominazione Normanna che ne determino' la vera apoteosi facendola diventare capitale del Regno di Sicilia fino a raggiungere il massimo del suo splendore sotto il controllo del nobile Ruggero II. Il nuovo dominatore della Sicilia determino' la crescita culturale ed economica della citta' di Palermo grazie al trasferimento della sua corte proprio a Palermo e richiamando in essa numerosi intellettuali.
Amante del fasto e della bellezza in tutte le sue forme ed espressioni, Ruggero determino' anche l'edificazione di numerosi palazzi e giardini che non perdono mai l'occasione di affascinare chiunque abbia la fortuna di ammirarli.
Altri momenti culturali e storici splendidi si raggiunsero, poi, sotto il controllo di Federico II di Svevia che permise il fiorire della cultura. Egli istitui' una vera scuola di poetica e si interesso' anche allo sviluppo dell'interesse per altre branche della cultura, a partire dalle scienze naturali e fisiche. Alla sua morte il territorio isolano fu sottomesso ai nobili francesi interessati solamente a riscuotere tributi e non al reale sviluppo culturale ed economico dell'isola.
La vera riscossa isolana si ebbe con la famigerata rivolta dei "Vespri" scoppiata nel 1282 e che determino' l'allontanamento degli Angioini dalla Sicilia e che parti' proprio da Palermo. La rivolta porto' una nuova fase alla citta' che da un lato vide la perdita del titolo di capitale del regno a favore di Napoli, ma che dall'altra parte vide anche il fiorire di nuovi programmi edilizi ed urbanistici.
Successivo controllo esterno esercitato in Sicilia si ebbe con Pietro d'Aragona e, quando questa casata si uni' a quella di Castiglia, l'isola divenne un dominio spagnolo.
Mentre per il resto della Sicilia il lungo dominio spagnolo non risulto' realmente decisivo, per Palermo inizio' un nuovo periodo di crescita architettonica grazie soprattutto agli ordini ecclesiastici detentori di ingenti capitali che furono investiti nell'abbellimento delle Chiese.
2) Economia [torna su]
La piana denominata Conca D'Oro e' sapientemente utilizzata a scopi agricoli.
Il settore turistico costituisce una notevole fetta del settore economico provinciale ed e' notevolmente favorito dalla evidente bellezza sia naturalistica che storica e culturale di tutta la zona.
La produzione vinicola propria della citta' di Palermo inizio' ai tempi dei fenici, ebbe un periodo di decadimento ed un'ulteriore espansione sotto gli Spagnoli.
Attualmente tale produzione prevede come prima caratteristica l'estensione dei vigneti soprattutto nella zona collinare dell'entroterra, nella zona di San Cipirello e della Ficuzza e la produzione soprattutto di vini da tavola.
3) Percorsi Turistici [torna su]
Palermo racconta Palermo
Palermo, città dai molteplici colori, crocevia mediterranea, luogo senza tempo dove l'incontro di culture, di razze, di lingue e dialetti, è straordinario.
... "Un incantesimo si scioglie rapidamente e come l'alba s'insinua furtiva nella notte e ne dissolve le tenebre" scriveva William Shakespeare nella "Tempesta"; è una Palermo che ha riscoperto la sua dimensione, la sua identità, scrollandosi pian piano da dosso "la tenebra" mafiosa che l'aveva oscurata per anni.
Palermo, capitale della Sicilia, Palermo Felicissima, ci affascina per la sua struggente bellezza, per la varietà di suoi monumenti arabi normanni,barocchi,moderni per la sua cultura, per la sua gente, per i suoi contrasti, per i suoi colori. Ci sorprende per la magia dei suoi vicoli brulicanti di gente, per i suoi vecchi e pittoreschi mercati.
Scopriamola insieme questa Palermo che si racconta e ci svela la sua bellezza…. osserviamola attraverso gli occhi, la penna, la nostalgia, l'amore che Giuseppe Tomasi di Lampedusa ebbe per la sua Palermo.
La nascita della città
Palermo nacque sui margini marini di una vasta conca - denominata dal XVI secolo "Conca d'oro" - resa fertile dalla clemenza del clima e dall'abbondanza delle acque. La conca fu abitata fin da tempi remotissimi. La data di fondazione della città è ignota. Ben poche sono le informazioni su Panormo - dal greco "tutto porto -. Il luogo dove si sviluppò il nucleo primitivo della città occupava il tratto più alto della collina e più lontano dal mare, cioè l'area che attualmente comprendeva la piazza Vittoria col Palazzo dei Normanni, l'Arcivescovado; esso fu chiamato Paleopolis. Conquistata dai romani nel 254 a.C., Panormo conservò la configurazione precedente.
Dominazione arabo-normanna
La città non subì alcuna espansione fino all'invasione araba che avvenne nell'831. Palermo divenne capitale del nuovo stato. Gli arabi costruirono sul punto più alto della città il primo nucleo del palazzo che fu poi chiamato "dei Normanni". Questo quartiere fu la sede del governatore della Sicilia e della classe dirigente musulmana fino al 938. In questi secoli il volto della città fu modificato dalle nuove architetture. La conquista normanna avvenne nel 1072; nel 1130 Ruggero II divenne re di Sicilia e Palermo conobbe un momento di grande splendore. I Normanni seppero mantenere uno spirito di tolleranza, eccezionale per quei tempi, nei confronti dei loro sudditi pur così diversi per stirpe, religione, costumi - latini, greci,longobardi, arabi, ebrei -.
Dominazione svevo-angioina
Con Federico II inizia per la città una stagione di grande vivacità culturale ma al tempo stesso di decadenza. Gli interessi di Federico II lo portano ad allontanarsi sempre più dalla città che comincia a perdere quella posizione baricentrica nel Regno che spetterà definitivamente a Napoli durante la dominazione angioina nel 1282. Alla fine del regno Svevo, nel 1266, la classe feudale divenne protagonista assoluta della storia siciliana. Nel 1415 arriva in Sicilia il primo viceré spagnolo e la città subì una serie di trasformazioni urbanistiche di notevole importanza.
Dominazione asburgica e borbonica
Nel 1718 Carlo VI d'Asburgo diventava il nuovo re di Sicilia; i baroni, la grande feudalità agraria continuarono a detenere il potere; nel 1753, cacciati dall'Italia meridionale gli austriaci, gli spagnoli riconquistarono la Sicilia, inizia il periodo borbonico segnato dai moti rivoluzionari.
Regno d'Italia
Con l'annessione della Sicilia al regno d'Italia vennero elaborati una serie di piani tesi a risanare i vecchi quartieri; ma le ipotesi di risanamento vennero attuate attraverso sventramenti che distrussero in gran parte la città vecchia. L'intervento fondamentale dell'ottocento palermitano fu il prolungamento ulteriore dell'attuale via Maqueda dal Piano di S. Oliva che il Parlamento rivoluzionario volle chiamare "Strada della Libertà"; nel 1886 la costruzione della Stazione centrale favorì lo sviluppo verso sud.
Dalla II guerra mondiale a oggi
I massicci bombardamenti del 1943 hanno lacerato la città storica in più parti, lasciando vuoti non ancora colmati dopo le rovine. Il 15 maggio 1946 il Parlamento siciliano approvava lo statuto speciale per l'autonomia regionale.
Palermo felicissima
Palermo, capitale della Sicilia, Palermo Felicissima, ci affascina per la sua struggente bellezza, per la varietà di suoi monumenti arabi normanni,barocchi,moderni per la sua cultura, per la sua gente, per i suoi contrasti, per i suoi colori. Ci sorprende per la magia dei suoi vicoli brulicanti di gente, per i suoi vecchi e pittoreschi mercati.
La Cattedrale
Venne eretta nel 1185 dall'arcivescovo di origine inglese, Gualtiero Offamilio sul luogo di un'antica basilica, trasformata in moschea dai Mussulmani, che i Normanni riconsacrarono al culto cristiano. Attraverso i secoli, pur conservando l'originaria impronta normanna, subì rimaneggiamenti e sovrapposizione di vari stili discordanti tra loro. Nel 1781 venne aggiunta la cupola barocca su progetto di Ferdinando Fuga. Le cappelle della navata di destra custodiscono le celebri tombe imperiali che racchiudono le spoglie di Costanza d'Aragona moglie di Federico II, di Enrico IV, quelle di Federico lI, di Pietro II d'Aragona, della moglie di Arrigo VI, Costanza di Altavilla e i resti di Ruggero II. Nella cappella di S. Rosalia, sono conservate in una ricca urna d'argento massiccio le reliquie della protettrice di Palermo. Di notevole valore artistico e religioso sono gli oggetti che compongono il Tesoro della Cattedrale.
Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio o Martorana
Venne fatta erigere, nel 1143, da Giorgio di Antiochia, ammiraglio di Ruggero II. Per concessione di re Alfonso, venne ceduta, nel 1433, al monastero adiacente, fondato da Eloisa Martorana, da cui prese il secondo nome. Nel 1282, dopo la rivolta del Vespro, vi si riunirono i nobili siciliani e i rappresentanti delle città sicule che deliberarono l'offerta della corona di re di Sicilia a Pietro d'Aragona. Della costruzione originaria, restano il campanile e il corpo della chiesa, avendo subito la Chiesa nel corso dei secoli distruzioni e rifacimenti. Le pareti alte dell'interno, sono completamente rivestite di mosaici, nel più puro stile bizantino.
San Giovanni degli Eremiti
È il più caratteristico monumento di epoca normanna della città. Venne fatto erigere da Ruggero II nel 1132, sui resti di una moschea araba, ancora visibili nell'interno. A fianco della chiesa sull'area di un giardino lussureggiante di profumatissime piante esotiche, si erge la costruzione di un piccolo chiostro duecentesco.
Santuario di Santa Rosalia
Venne elevato nel 1624, dopo una epidemia di peste, cessata per l'intervento miracoloso della Santa. Nata nel primo Medioevo nel 1130, Santa Rosalia, si suppone fosse nipote del re normanno Guglielmo lI. Questa commovente figura di donna si ritirò in penitenza, ancora giovanetta, in una grotta del monte Pellegrino, sino alla sua morte, avvenuta nel 1166. Santa Rosalia è la patrona della città di Palermo. La statua di S. Rosalia dello scultore fiorentino Gregorio Tedeschi viene custodita all'interno del Santuario. Il manto dorato che la ricopre, venne donato da re Carlo III di Borbone.
Galleria Nazionale della Sicilia
Ha sede nel Palazzo Abbatellis, in via Alloro, ove un tempo, si elevavano i fastosi palazzi della nobiltà palermitana. L'edificio venne fatto erigere tra il 1488-1495, dal nobile Francesco Patella, su progetto di Matteo Carnalivari, uno tra i più grandi architetti italiani del '400. Realizzato nelle forme gotico-catalane. La Galleria, rappresenta un panorama delle arti figurative in Sicilia dal XIII al XVIII sec. e documenta i mutamenti nell'arte siciliana per le influenze di altre scuole italiane, spagnole e francesi. Di notevole interesse è Il trionfo della morte. Famoso affresco, distaccato da una parete di Palazzo Sclafani, è il capolavoro di un ignoto artista del '400. Raffigura la Morte che galoppa scoccando i suoi strali contro una moltitudine gaudente. Tra le figure di sinistra è rappresentato l'ignoto artista.
Museo Archeologico Regionale
Uno tra i più importanti musei d'Italia per le pregevoli raccolte archeologiche esposte nei numerosi e vasti ambienti dell'edificio. I reperti archeologici custoditi all'interno narrano la storia millenaria della Sicilia. Dalle reliquie del Paleolitico superiore, alla civiltà neolitica; le armi, le suppellettili e gli ornamenti della gente Sicana e Sicula; le testimonianze fenicio- puniche, i reperti dell'aureo periodo della civiltà ellenica, i sarcofagi e le sculture del periodo romano. II Salone di Selinunte, è il più rappresentativo dell'edificio, mostra le sculture dei templi Selinuntini, con le famose metope.
Presso il Museo è custodito L'efebo di Selinunte. La statua venne rinvenuta in una tomba di Selinunte da un contadino, nel 1882 e venduta al Sindaco di Castelvetrano per cinquanta lire. L'Opera bronzea, all'atto del ritrovamento, era ridotta in piccoli frammenti e venne restaurata nel 1926 dal Sig. D'Amico, tecnico della Soprintendenza alle Antichità di Siracusa. Ritornata al Comune di Castelvetrano, per diritto di proprietà, venne trafugata nell'ottobre del 1962 e ritrovata nel 1968. Dopo un lungo e accurato restauro da parte dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma, ha trovato degna collocazione nel Salone di Selinunte, del Museo Archeologico Nazionale di Palermo. Opera siceliota datata al 480-460 a.C. ha suscitato notevole curiosità e interesse da parte di studiosi, per la sua singolare fattura. Studi più accurati dopo il restauro, la fanno considerare una delle massime espressioni della scultura arcaica in Sicilia.
Porta Nuova
Venne eretta nel 1535 in occasione dell'ingresso in città di Carlo V. II gruppo statuario dei Telamoni, inseriti nella facciata esterna, sono opera di Gaspare Guercio.
Piazza Pretoria
Una tra le più belle e antiche piazze palermitane. Sita in posizione sopraelevata, sul fianco sinistro della Via Maqueda - intitolata al Viceré spagnolo che nel '600 la fece aprire - prende il nome dal Palazzo del Municipio già "Pretorio", edificato nel 1463, ove si tenevano le adunanze del Senato palermitano. II lato est è occupato dalla fiancata della chiesa di S. Caterina, costruita nel 1566-96.
FONTANA DI PIAZZA PRETORIASontuosa e monumentale, la fontana è opera dello scultore fiorentino Francesco Camilliani che la realizzò negli anni 1554-55. Fu commissionata all'artista per adornare una villa toscana di don Pietro di Toledo e successivamente acquistata dalla città di Palermo, per la somma di trentamila scudi. Venne collocata nella piazza dal figlio di Francesco, Camillo Camilliani nel 1575. L'insieme dei vari gruppi statuari è di notevole effetto decorativo. Vi sono raffigurate divinità pagane, allegorie mitologiche, teste di animali e putti.
Le Passeggiate Tomasiane
Il punto di partenza è il Parco letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa che comprende un vasto territorio della Sicilia occidentale che da Palermo, dove lo scrittore nacque e scrisse “Il Gattopardo”, si estende a S. Margherita di Belìce, in cui trascorse giorni felici dell’infanzia e della giovinezza, e a Palma di Montechiaro, feudo della famiglia. Tre luoghi che sono insieme scenari delle pagine del romanzo e tessere dell’immagine della Sicilia nella sensibilità dell’Autore. Le attività del Parco passano attraverso l’organizzazione di eventi speciali, rappresentazioni teatrali, viaggi sentimentali.
Mura delle Cattive
La terrazza delle mura venne edificata nel 1823 sulle antiche mura cittadine dette delle "Cattive" cioè delle vedove, perché secondo la tradizione lì andavano a ristorarsi, sfuggendo dagli sguardi indiscreti, le donne che avevano perso il marito.
Palazzo Branciforte di Butera
Il Palazzo Branciforte di Butera è uno dei palazzi più importanti fra quelli della palizzata. Venne costruito nella prima metà del sec. XVIII
Chiesa di Santa Maria della Pietà
La chiesa di S. Maria della Pietà è una delle più artistiche della città di Palermo. Fu progettata da Giacomo Amato e costruita tra il 1678 ed il 1684. Il monumento è ispirato ai modelli del primo barocco romano.
Chiesa di Santa Maria degli Angeli
La chiesa ospita al suo interno il più antico organo palermitano, costruito nel 1620 da Raffaele La Valle. Presenta tracce della cultura architettonica gotico-catalana, profondamente trasformata nella seconda metà del Seicento.
Palazzo di Mirto
Il palazzo è uno dei rari esempi di palazzo nobiliare rimasto integro nella struttura e negli arredi; nel 1982 è stato donato dalla famiglia Filangeri di S. Marco alla Regione Siciliana.
Palazzo Ganci
Le fondazioni della dimora risalgono alla metà del XV secolo. Non appena varcato il portone d'ingresso, il frastuono ed il caos della città svaniscono e la magia della casa rapisce chiunque. Richard Wagner cominciò a comporre il "Parsifal" durante il suo soggiorno a Palazzo Ganci, nel 1882. Oggi sotto l'impulso della principessa Carine Vanni Mantenga, la casa ha ritrovato tutto il fulgore dei suoi lustri e dei suoi ori e la brillante atmosfera dei suoi saloni.
Teatro Santa Cecilia
Il teatro fu costruito tra il 1622 e il 1693. L'attività teatrale fu sospesa nel 1726 per il terremoto, ma riprese nel 1737 con un notevole successo. Divenne luogo di ritrovo per l'aristocrazia palermitana. Subì nel corso dei secoli una serie di manomissioni. Dopo il 1860 iniziò un periodo di crisi che lo portò alla chiusura nel 1888. Nel 1906 fu acquistato dalla Società Ferri e Metalli.
Palazzo Lampedusa
Il palazzo venne edificato nel XVII secolo da Cesare D'Aragona e divenne sede del Conservatorio femminile di S. Maria dell'Annunziata. Passato in possesso della famiglia Zappino, ospitò a partire dal 1737, il Seminario Real Calasanzio. Nel 1788 divenne proprietà di Giuseppe Tomasi e Valguarnera, principe di Lampedusa, ed appartenne a questa famiglia sino a 1943, anno in cui la guerra lo distrusse completamente. Dopo gli eventi bellici della magnificenza conserva solamente due bei cortili e qualche interessante salone.
Oratorio del SS. Rosario
Si trova nella via dei Bambinai. Fu voluto dalla Compagnia del Rosario. L'edificio fu elevato nel 1578 e nel secondo decennio del 1700 Giacomo Serpotta ne decorò le pareti: putti, cavalieri, angeli, donne e figure allegoriche contribuiscono con la loro eleganza a formare effetti scenografici di grande suggestione. Grande attenzione meritano le tele appartenenti al XVII secolo.
Oratorio di S. Cita
L'Oratorio venne edificato nel 1603 a meridione della chiesa di S. Cita. Interamente decorato dal Serpotta tra il 1686 ed il 1718. Di notevole valore la rappresentazione della battaglia di Lepanto, celebrazione retorica della vittoria della fede sui miscredenti.
Discesa dei Bambinai
La via è detta così per la presenza fino al secolo scorso di figurinai in cera e di artigiani di oggetti in avorio ed in madreperla che adornavano per devozione le case. Oggi purtroppo artigiani e figurinai sono scomparsi, così come sono scomparsi coloro che nella stessa strada avevano le loro botteghe.
Chiesa di San Giorgio dei Genovesi
La realizzazione della chiesa venne affidata dalla comunità dei Genovesi all'architetto piemontese Giorgio Di Faccio, che iniziò i lavori intorno al 1576. La facciata presenta due ordini di cui il superiore, edificato successivamente è caratterizzato da due volute. L'interno è suddiviso in tre navate da gruppi tetrastili di colonne.
Via Maqueda
Realizzata a partire dal 1599, l'apertura di via Maqueda rappresenta probabilmente l'evento più importante nella storia urbanistica della città. L'ottagono che si venne a creare dei Quattro Canti diveniva così il nuovo centro geometrico e simbolico della città.
Teatro Massimo
Il Teatro Massimo è considerato il terzo teatro più importante d'Europa. Fu progettato da G. B. Filippo Basile in seguito ad un concorso mondiale bandito dal Comune nel 1864. La monumentale costruzione (mq.7730) fu realizzata in pietra d'Aspra. Di gusto neoclassico, è un'armonica costruzione ottocentesca. I lavori furono portati a termine nel 1897 dal figlio Ernesto che curò in particolare tutta la parte decorativa dell'interno. Ai lati della maestosa scalinata sono due gruppi bronzei.
Piazza Rivoluzione
Nel 1820 il popolo palermitano insorto vi si raccolse e deliberò di resistere ad oltranza all'assalto delle milizie borboniche. Nel 1850, come ricorda una lapide, vi furono fucilati sei patrioti. Qui sostò Garibaldi quando entrò vittorioso in città. Prese il nome attuale dopo il 27 maggio1860. La piazza era detta della Fieravecchia perché vi si svolgeva una fiera periodica per la vendita di bestiame. La fontana del Genio di Palermo che fa parte della piazza è di origine tardo-cinquecentesca. Il genio vi è raffigurato nell'atto di allattare un serpente.
Villa Lampedusa
Edificata probabilmente intorno al 1770 dal principe di Villafranca. Il piccolo edificio può essere considerato un esempio di residenza di campagna lontana da quegli eccessi decorativi e di opulenza tipici dell'architettura di quegli anni. Non si conosce il nome del costruttore che la realizzò; il pittore Gaspare Fumagalli nel 1784 affrescò le volte dei saloni. Dal 1845 passò al principe Giulio Tomasi di Lampedusa che vi allestì una torretta in legno per assecondare le sue velleità astroscopiche. Nel XX secolo passò ai Paternò di Sessa. Dal 1961 è di proprietà dell'Istituto Don Bosco.
Villa Niscemi
Acquisita per eredità alla fine del seicento dai principi Valguarnera di Niscemi . All'interno dell'edificio si trovano affreschi in stile Luigi XV e vi è custodita una raccolta di dipinti raffiguranti i re di Sicilia menzionata ne "Il Gattopardo" dallo scrittore. Gli ultimi ad abitare stabilmente la villa furono il principe Corrado, ex garibaldino dei Mille, e la consorte Maria Favara a cui appunto si ispireranno i personaggi di Tancredi e di Angelica nel romanzo. Nel 1987 venne acquistata dal comune di Palermo.
La Casina Cinese
La trasformazione in residenza regale del vecchio edifico ligneo venne affidata nel 1799 a Giuseppe Venanzio Marvuglia ,mantenendo però l'idea esotica richiesta dalla moda di cineseria a cui era ispirata la vecchia costruzione. Il Marvuglia diede libero sfogo al suo estro creativo ed alla sua geniale inventiva. Ne uscì fuori la più famosa ed originale ville del palermitano. Singolare risulta la camera da pranza per l'ingegnosa "tavola matematica"progettata dal Marvuglia che attraverso un sistema di funi, consentiva il ricambio dei piatti con le vivande direttamente dalla cucina. Nel 1860 il parco passò ai Savoia che lo cedettero solo nel 1923 alla municipalità palermitana.
Real Tenuta della Favorita
Si tratta della tenuta che Ferdinando IV prescelse quale luogo destinato ai piaceri della caccia ed alle sperimentazioni agricole. Il parco si estende longitudinalmente per quattrocento ettari ed è attraversato dai viali di Diana ed Ercole; al termine di quest'ultimo si trova la FONTANA DI ERCOLE, dove una colonna dorica sostiene una scultura, copia dell'Ercole Farnese (oggi al Museo Nazionale di Napoli).
Orto Botanico
Venne fondato nel 1789 uno dei giardini più stravaganti e importanti d'Europa uno dei cuori segreti della città ove solevano passeggiare Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Leonardo Sciascia, Renato Guttuso. Custodisce più di diecimila specie vegetali, tra cui alcune rarissime. L'edificio centrale, il Gymnasium, costruito nel 1789 fu progettato dall'architetto francese Leon Dufourny che si ispirò all'arte greca.
4) Provincia in cerca d'Autore [torna su]
Cefalù
E' tra le più pittoresche stazioni turistico-balneari della Sicilia. Sita ai piedi di un imponente promontorio roccioso a picco sul mare, da dove si domina un impareggiabile panorama sulla sinuosa costa tirrenica. L'origine di Cefalù, è incerta. Con i Bizantini fu sede di una importante diocesi e nell'838-58, subì l'assedio degli arabi che la conquistarono dopo lunghi ed aspri combattimenti. II periodo normanno fu per la Città di grande sviluppo e splendore. Occupata nel 1063 dal conte Ruggero, venne ricostruita da Ruggero II che fece erigere opere insigni quali: I'Osterio Magno (residenza del Sovrano), I'Osterio Piccolo (residenza dei conti di Ventimiglia), il Chiostro e il Duomo, considerato tra i monumenti normanni più grandiosi e superbi della Sicilia, voluto da Ruggero II, edificato nel 1131. Oggi, Cefalù, è una moderna città di grande interesse turistico, dotata di notevoli attrezzature alberghiere, di svago, richiama un sempre maggior numero di turisti da ogni parte d'Europa.
Museo Mandralisca
Nel museo sono raccolte collezioni di grande valore artistico, come il "Ritratto di ignoto " di Antonello da Messina, uno dei capolavori del grande artista. Rilevante la collezione numismatica, con centinaia di esemplari e la raccolta di ceramiche greche, tavolette bizantine e vasi arabi.
Imera
Venne fondata da coloni provenienti da Zancle - l'odierna Messina - nel 648 a.C. e fu la più occidentale delle colonie greche, lungo la costa tirrenica Nord della Sicilia. Per i Cartaginesi l'antica Himera costituì quasi una sfida al loro potere e sfociò nella memorabile battaglia del 480 a.C. che vide vittoriosa la coalizione delle città greche capeggiate da Siracusa e Agrigento, contro l'esercito Cartaginese, condotto da Amilcare. Un anno dopo, Annibale, nipote di Amilcare, quale ritorsione per la sconfitta subita, conquistava la città, distruggendola completamente. Oggi se ne possono visitare i resti.
Bagheria e le sue ville
Immersa nell'intenso verde dei suoi giardini coltivati a vigneti, agrumi ed olivi, Bagheria è sede di splendide ville barocche fatte erigere nel '600 dalla nobiltà palermitana che amava soggiornarvi. Villa Palagonia,Villa Cutò, Villa Trabia, Villa Butera, Villa S. Cataldo, e Villa Valguarnera, sono le testimonianze di un mondo aristocratico, raffinato ed eclettico.
Villa Palagonia
Nella favolosa VILLA PALAGONIA, la più famosa delle ville di Bagheria, stravaganti e grottesche decorazioni stimolano impressionanti visioni nell'animo del visitatore. Progettata per il principe di Palagonia, venne eretta al principio del Settecento. All'ingresso della villa, campeggiano sui pilastri del cancello, due figure mostruose. Tutto il muro di recinzione dell'edificio è sovrastato da statue che raffigurano mendicanti, nani deformi, satiri, mori, mostri e personaggi fantastici con sembianze umane. Anche nell'interno si ripete la sequenza mostruosa di specchi deformanti, repulsivi animali marmorei e pavimenti con decorazioni originali e variopinte.
Solunto
Fondata dai Fenici, Soloeis sorgeva sulla vetta del Monte Catalfano. Alleata di Cartagine, nel corso della Prima Guerra Punica, si consegnò spontaneamente ai Romani. Centro di scarsa importanza sino a quando i Romani la riedificarono quasi completamente. Di notevole interesse archeologico sono i resti della città, ove dominano strutture architettoniche ellenistiche e romane: il Ginnasio, la grande Casa di Leda e varie abitazioni con pavimenti in mosaico e pareti dipinte. Sulle pendici della collina i resti del Teatro, che conserva ancora intatta parte della scena e il pavimento della platea. Molti dei reperti archeologici sono conservati nel Museo di Palermo e nell'Antiquarium locale. Per la sua posizione elevata, si offre allo sguardo, un panorama di una bellezza incomparabile che si estende dall' azzurra sagoma del massiccio montagnoso delle Madonie, al litorale punteggiato dalle bianche case delle borgate marinare di Sòlanto, Porticello, S. Flavia, S. Elia.
Porticello
Un pittoresco borgo marinaro che ospita una nutrita flottiglia peschereccia, adagiato ai piedi del monte Catalfano, sul cui vertice si estendono i resti di Solunto, una delle prime sedi fenicie della Sicilia. Nell'antichità era, probabilmente, il porto e l'emporio della città fenicia.
5) Orari Autobus [torna su]
In questa pagina troverete tutti i link delle autolinee che operano nella provincia di Palermo, e che offrono un servizio di pubblicazione dei propri orari via web.
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